Navigazione veloce

La scuola Cafaro al Petruzzelli di Bari

La scuola a Teatro

 

10811844_435560886632312_1785095332_n

La scuola Cafaro nuovamente al teatro Petruzzelli di Bari,

in scena “il giovane Artù”

 

Un’esperienza sicuramente indimenticabile quella dell’uscita didattica al teatro Petruzzelli di Bari, per assistere all’opera musicale intitolata “Il giovane  Artù”.

Ogni momento di quella mattinata è stato accompagnato da gioia e curiosità allo stesso tempo, soprattutto alla vista del teatro, che ci è apparso imponente, maestoso.

Quando sono entrata nel teatro, ho provato un senso di contentezza, non vedevo l’ora di assistere allo spettacolo ed ammirare gli arredi e i decori al suo interno.

Per arrivare nella sala, in cui si sarebbe svolta l’opera, ho percorso un lungo corridoio; esso è bastato per farmene un’ idea; soffitti alti e luminosi, tantissime decorazioni dorate che donavano lucentezza, ampie finestre.

Ad ogni passo guardavo e scoprivo qualcosa di nuovo, qualcosa di affascinante e meraviglioso.

Una cosa imbarazzante era la sorveglianza,  le “maschere” ci guardavano con severità e diffidenza, ci incutevano quasi timore.

Dopo aver attraversato il corridoio centrale, si poteva accedere ai palchetti.

Essi erano piccoli, ma dei concentrati di raffinatezza; c’ erano delle comode poltroncine rosse ed uno specchio dalla cornice sfarzosa.

Da lì la vista era splendida; mi affacciavo su una sala tutta decorata, c’era un grande orologio tutto illuminato, circondato da volute che si espandevano e si ripetevano per tutto il soffitto, creando dei ricami ricchi ed elaborati.

Ad un tratto le luci si spensero, la sala si riempì di silenzio: lo spettacolo stava per iniziare.

La storia era molto piacevole, adatta a noi ragazzi; parlava del giovane re Artù che, da piccolo, perse il suo papà, Pendragon, il re d’ Inghilterra, quindi fu affidato a sir Ettore.

Quest’ultimo lo fece allenare dal severo mago Merlino e dalla sorella Morgana.

Artù si imbattè in Excalibur, la spada leggendaria; chiunque fosse riuscito ad estrarla dalla roccia sarebbe diventato re.

Artù riuscì nell’ impresa e fu incoronato nel tripudio generale.

Lo spettacolo era cantato e recitato, c’era anche un’orchestra che, nella “buca”, detta “golfo mistico”, suonava un’aria d’opera; si potevano udire le musiche cantate dagli attori e anche degli effetti speciali che rendevano il tutto più realistico e suggestivo.

Lo spettacolo è stato divertente grazie al linguaggio spiritoso e ricco di battute.

La parte , secondo me, più “magica” è stato il finale, durante il quale sul palcoscenico è caduta della neve finta che ha reso tutto bianco, è stato veramente affascinante ed emozionante.

Per immortalare questa esperienza abbiamo scattato una foto di gruppo nel foyer, subito dopo lo spettacolo. Io e tutti i compagni che hanno partecipato al progetto musicale del prof. Fiore, siamo stati soddisfatti di questa esperienza didattica.

Vorrei davvero poter tornare con i miei compagni a teatro; sono molto felice e grata ai miei professori di aver vissuto questa bella esperienza e di aver visto, con i miei occhi, il teatro e tutte le sue meraviglie.

                                                                                                                                                    di Maddalena Lasorsa – 2^C

 

Non è possibile inserire commenti.